Scritti · Coding agentico

Il bollo per i forfettari

Ovvero: come ho insegnato un dominio al mio agente, senza impararlo io.

17 febbraio 2026 · da "L'AI ha già cambiato il Coding, e tu ancora non lo sai", .NET meetup Torino

A febbraio ho portato a un meetup una demo su una codebase di fatturazione italiana che l'agente non aveva mai visto. Le prime cose che gli ho fatto fare le conoscete: un README generato da zero in due minuti e ventidue, gli unit test con il criterio dichiarato nel prompt ("almeno l'80% di coverage", così si valida da solo), un bug report non guidato che ha pescato una ritenuta calcolata sul subtotale anziché sull'imponibile. Robe che impressionano la sala, e che dopo una settimana di Claude Code dai per scontate.

Poi però mi sono chiesto dove fosse il tetto. Lo sviluppo del codice è una fetta di un progetto software, e in certi casi è pure piccola: intorno ci stanno l'analisi, i requisiti, il testing, la validazione, la documentazione. Finché usi l'agente solo per scrivere codice, stai automatizzando quella fetta. Il resto rimane tutto tuo.

E allora ho provato un gioco diverso. Gli ho detto, più o meno: vatti a cercare tutta la normativa italiana sulla fatturazione, fattene un bignami, tienitelo da parte, e ogni volta che ti chiedo qualcosa usalo. È partito: si è letto la codebase, ha passato in rassegna un centinaio di siti in una quarantina di minuti. Lo lanci in pausa pranzo, torni, premi yes. Alla fine mi sono ritrovato una cartella con i riferimenti di legge, un documento che spiega il dominio di business con tanto di esempi, e una skill: un file di testo che l'agente carica da solo quando capisce che gli serve.

Da lì in poi la conversazione cambia natura. Il bug report adesso becca anche gli errori funzionali, tipo una fattura emessa che si poteva ancora modificare ("l'hai emessa, dopo non cambi un bel niente"), e ogni affermazione arriva con la fonte accanto. Poi la prova del nove: "ciao, mi implementi il bollo per i forfettari?". Io non so cosa sia il bollo per i forfettari, e ho zero voglia di andarmi a leggere le regole. Lui sì: sopra i settantasette euro e spicci ci va un bollo da due euro, eccetera. Tre minuti e otto secondi, fatto. Senza che gli spiegassi niente.

Il punto, per come l'ho capito io, è questo. Cosa distingue un junior da un senior nella tua azienda? Certo, il senior programma meglio. Ma soprattutto è lì da più tempo: conosce i bachi, i problemi, sa dove andare a chiedere, sa come funzionano le cose. L'esperienza che ti pagano è più di tenure che di sintassi. L'agente invece arriva ogni mattina come un junior al primo giorno: il codice lo sa scrivere meglio di te, del tuo sistema sa zero. L'obiettivo è portarlo al livello di uno che conosce vita, morte e miracoli dell'azienda.

In azienda ho rifatto lo stesso giro, con una differenza: invece di mandarlo sul web gli ho detto di leggersi il nostro wiki, i ticket, Slack, e di capire cosa c'è, codebase alla mano. Ne è uscito un documentone. L'ho corretto dove ne sapevo di più, ho verificato le assunzioni una per una, e da allora quella roba la usiamo. Adesso ci parlo come parlerei con un collega: gli dico "guarda che manca questa cosa qua", e lui sa dove mettere le mani.

La manutenzione è un'abitudine, mica un processo. Quando cambiano le regole gli dico di aggiornarsi, oppure aggiorno io, che ormai il corpus ce l'ho. A fine lavoro gli chiedo spesso: cosa hai imparato da questa storia? Lui propone gli aggiornamenti, io dico sì, no, o ni. Costa token? Sì. Ma è il solito conto, tempo contro denaro: il bignami lo paghi una volta, poi lavora per te a ogni sessione.

Quello che dico sempre dal palco: se gli insegni il dominio, parla la tua lingua. Il codice lo sa già scrivere. Quello che gli manca è la tua tenure. Dagliela. Io intanto continuo a non sapere bene cos'è il bollo per i forfettari. Lui sì, e cita pure la fonte.

La demo completa è nel video del talk; la codebase è su GitHub.